Dibattiti e spunti di riflessione su temi dell'Unione Europea
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Consiglio d’Europa che si e’ tenuto a Varsavia.

Un grande vertice internazionale e’ per noi solo una breve notizia al telegiornale della sera. Solita immagine di gruppo per i politici, solita tavola fiorita circolare, solito giornalista che in due minuti riassume mesi di lavoro su temi cosi’ complicati che alla fine non ci ha capito niente nessuno.

Di solito la notizia passa tra una forchettata d’insalata e un sorso di vino. Ma un summit e’ solo la punta dell’iceberg di un estenuante lavorio diplomatico che ha richiesto mesi di riunioni, incontri, discussioni tra ministri, ambasciatori, parlamentari per l’elaborazione di trattati e accordi, a volte rivoluzionari, che poi all’incontro tra capi di stato vengono solo formalmente e ufficialmente firmati.

E’ stato il caso anche per l’incontro del Consiglio d’Europa che si e’ tenuto a Varsavia il 16 e 17 maggio. Incomune era li’, insieme alla Rai, Sky, il Gazzettino. Quando il sottosegretario polacco all’informazione, durante l’incontro con la delegazione dei media italiani, mi ha detto “certo che voi di Incomune non mancate mai agli avvenimenti che contano” gli altri mi hanno guardato stupiti. “Beh nessuna sorpresa” faccio io “siamo una citta’ cosmopolita che da’ il suo porno italiano¬†attivo nel costruire l’Europa”. Che poi e’ vero.

Tra le altre siamo gemellati con una citta’ tedesca e una francese, con Betlemme e ogni anno ospitiamo i bambini bielorussi. Ci stiamo dentro all’Europa insomma. Il Consiglio d’Europa, dicevo. Un nome che non deve ingannare: con l’UE non c’entra nulla. Perche’ il Consiglio si occupa di promuovere e diffondere la democrazia nei paesi che ne hanno una giovane o non ne hanno affatto e naturalmente si propone di rafforzarla nei paesi a lunga tradizione democratica. Non ce n’e’ mai troppa di democrazia.

Ne fanno parte 46 paesi dall’Italia all’Azerbaijan, dalla Norvegia all’Armenia i quali hanno tutti accettato di sottoscrivere accordi internazionali in tema di liberta’ di stampa, diritti umani, tutela delle minoranze. A Varsavia sono venuti in 46 tra premier, presidenti e ministri degli esteri (Gianfranco Fini per l’Italia).

Durante l’alternarsi alla parola dei vari capi di stato, degna di nota e’ stata Vaira Vike-Freiberga, presidentessa della Lettonia, che con coraggio ha affermato che lasciare mezza Europa a Stalin e’ stato un errato giudizio storico mentre Arnold Ruutel, presidente estone, ha ricordato che nel suo paese ci sono state piu’ vittime dopo la guerra piuttosto che durante. Pensieri amari su cui riflettere. Prima esperienza internazionale anche per il principe Alberto di Monaco. Esame superato a pieni voti quanto a grinta, idee, impegno politico. “Sara’ un grande principe” ha commentato una giornalista di Le Monde. Il vertice si e’ concluso con la firma storica di una Convenzione e di un Piano d’ Azione che si propone con efficacia di combattere terrorismo, traffico di esseri umani, violenza sulle donne e promuovere etica, cooperazione e diversita’ culturale. Mai visto niente di simile prima d’ora. Peccato che sulla stampa italiana e’ passato tutto quasi inosservato. Fortuna che a Montavarchi no. Incomune c’era.